
È importante, come dice Jovanotti nella sua canzone, ragionare con la propria testa e pensare positivo.
Di conseguenza è importante essere contro la corruzione e la meschinità, i falsi miti ed i falsi dei, essere contro lautoritarismo, larrivismo, il carrierismo ed il conformismo di cui si parla nella canzone di Francesco Guccini.
Quando si pensa positivo si è ottimisti e con lottimismo migliora lautostima e si riesce ad affrontare meglio la vita.
Quando si pensa positivo la speranza non muore mai e si costruisce, si va avanti, si fanno continui progetti.
Quando non si pensa positivo, invece, si è insicuri e si tende ad addossarsi tutte le colpe e, pur essendo pieni di potenzialità, non si progredisce.
Giocare, suonare, essere creativi favorisce lo star bene; coltivare le proprie passioni, avere del tempo libero da gestire, ritagliarsi uno spazio in cui lo scopo è gratificarsi rende piacevole la vita.
Amare noi stessi è il primo gradino per poter stare bene anche con gli altri. Volersi bene, non vivere in preda ai sensi di colpa, credere in se stessi e nelle proprie potenzialità aiuta molto nei rapporti con gli altri. L'amore per se stessi non deve però sfociare nel narcisismo o nel senso di onnipotenza che anziché avvicinare gli altri, li fa scappare.
Ridere e quando ci vuole anche piangere. Ridere fa benissimo, rilassa.
Una risata di quelle che non finiscono più fa sentire il corpo rilassato e la mente pronta all'azione.
Ma anche piangere può servire, perché è un ottimo modo per dare adito alle proprie emozioni e sentimenti che se compressi a lungo possono sfociare nell'ansia e nella depressione.
Dio muore quando tutto questo non è più praticabile, quando, parafrasando Jovanotti, tra il bene ed male vince il male, quando con gli abiti sacri si benedicono i massacri, quando gli abbracci si confondono con le catene, quando con i baci si tradiscono gli amici, quando non si riesce ad uscire dal metro quadrato delle proprie meschinità. Dio muore nellindifferenza, nella disattenzione e nella furbizia delluomo mediocre; muore tra gli uomini vili e addomesticati che hanno fatto del qualunquismo unarte. Ma risorge, come scrive Guccini, in ciò che noi crediamo, in ciò che noi vogliamo, nel mondo che vogliamo; risorge nel mito di quanti si sono adoperati per luguaglianza e la pace o hanno fatto della solidarietà lunico ideale di vita; di quanti sono morti per la difesa dei diritti umani o si spendono per la pace e per salvare gli altri.
Equivocando sul titolo, che richiama una celebre espressione del filosofo Nietzsche, e fraintendendo il significato del testo, la Rai censurò il testo di Francesco Guccini, che rappresenta uno dei vertici della canzone dautore italiana. Il sospetto di blasfemia, però, per quanto riguarda questa canzone può infiltrarsi soltanto in una mente ottusa e malata, in una mente negativa: ne sia prova il fatto che Dio è morto venne poi trasmessa da Radio Vaticana, che invece lapprezzò per i suoi contenuti come pure fece papa Paolo VI.
Io lho ascoltata questestate a Gioiosa Marea, durante il concerto di ferragosto dei Nomadi: il pubblico la cantò a squarciagola per intero, parola per parola, dimostrando, oltre lesigenza della partecipazione, una grande necessità di rinascita affinché Dio possa risorgere ancora ed illuminarci il cammino col suo pensiero positivo. |