ASIS news Anno IV numero 20 - 30 novembre 2005 - pagina 26

micali

Al Teatro “Vittorio Emanuele” di Messina
"EURONATALE
IL PRESEPIO NELLA NUOVA EUROPA
ARTE E TRADIZIONE"

Il 26 novembre scorso è stata inaugurata dal viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sen. Giovanni Ricevuto, nell’ambito della rassegna “Euronatale. Il Presepio nella nuova Europa. Arte e tradizione” un’interessante mostra.
Alla rassegna che si protrarrà sino al 22 gennaio 2006 vi partecipano 250 artisti con altrettante opere.
Segnaliamo il presepe del M° Francesco Invidia di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, che contemporaneamente espone nell’arena di Verona e a Perugia, nell’ambito delle mostre internazionali dedicate al presepe.
Le sue originali sculture policrome in cartapesta di soggetto presepiale sono uniche ed esteticamente assai curate. La novità rappresentata dalla cartapesta del maestro Invidia non può, quindi, non richiamare l’interesse dei visitatori che affluiscono nell’ampia sala espositiva.
Nel prossimo numero, a cura del giornalista Gerardo Trisolino, sarà pubblicato un ampio servizio.


Nella foto il maestro Invidia nel suo laboratorio


la redazione


LE LEGGI?
FIABE DA TERZO MILLENNIO!

Siamo in una società volta al consumismo e al materialismo; si parla di solidarietà, di dare aiuto alle categorie più deboli, di rivolgere attenzioni agli anziani e rendere meno difficile la vita ai portatori di handicap sia dal punto di vista morale che fisico ed economico.
Il sette novembre scorso, Claudio, non vedente, si recò alla Banca d'Italia di Messina.
La struttura è dotata di gradini molto piccoli e fu, per lui, problematico salire. Chiese sulla possibilità di utilizzare un altro ingresso più agevole, ma la risposta fu negativa.
Maggiore difficoltà incontrò alla discesa della scala e fu necessario l'aiuto di un carabiniere, che tralasciò il primario compito sulla sicurezza per aiutarlo. Tutte le persone che hanno problemi di deambulazione non sono, pertanto, agevolati ad entrare in tale banca, principalmente perché manca un utile sostegno come il corrimano.
Si deve forse tutelare la bellezza architettonica di questo edificio o è troppo oneroso per lo Stato il costo di un centinaio di euro per l'installarlo?
Perché l'accesso a questa banca è riservato solo ai normodotati?
L'edificio, forse, è soggetto alla protezione dei "Beni culturali" e non è, quindi, possibile apporre all'ingresso un corrimano?
L'inaccessibilità ai locali significa, forse, una voluta riduzione di servizi a questi cittadini italiani perché anziani o portatori di handicap?
Inventano le leggi affinché siano raccontate come nuove fiabe del terzo millennio?

Cludio Caranna


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