
Caro amico, mi ha fatto molto riflettere la tua lettera di ieri sera in cui, mi riferivi la decisione a non più riconfermare la tessera di so cio dell'Azione Cattolica, ritenendolo, in sintesi, un gesto inutile e superfluo.
Ho trascorso una notte insonne nell'ansioso tentativo di capire il tuo atteggiamento; non riuscivo proprio a capacitarmi e speravo che almeno il tuo gesto non fosse stato indotto da una falsa immagine dell'A. C. per eventuali ed umane carenze o colpe di noi soci.
Eppure non ti aveva scalfito, neanche un poco lo scorso anno, lo sconsiderato gesto di alcuni soci preoccupati vanamente di cercare una gratificazione personale con leventuale designazione a posti di responsabilità. Anzi a qualche attimo di sgomento per lumana debolezza, avevi saputo rispondere con uno stile che ti fa tuttora onore; ben consapevole che non si fa azione cattolica agendo sotto i riflettori della ribalta, ma innanzitutto con limpegno del socio a fare un vero discernimento per raggiungere una sintesi vitale ed essere poi lievito insaporito per gli altri.
Ascolta amico, nessuno nega che il bene possa essere fatto in mille modi e ciascuno è libero di scegliere quello che più gli conviene, per cui nessuno è obbligato a entrare e/o rimanere nell'Azione Cattolica. Tuttavia, chi si tessera ha sicuramente delle buone ragioni per farlo. Esaminiamole insieme.
Tu sai che oggi, in un contesto di nuova evangelizzazione, ur ge innanzitutto una testimonianza che avvalori la parola che si annuncia. Meglio se tale testimonianza è condivisa, è corale, è organica. (E sufficiente che ti riferisca al n° 18 del decreto conciliare sullApostolato dei Laici, che riporta anche specifici riferimenti biblici).
Ora, poiché tra tanti pur lodevoli aggregazioni laicali, l'A C. non ha uno specifico campo di apostolato, perché condi vide lo "stesso" fine apostolico della Chiesa, la stessa missio narietà della Parrocchia, in una collaborazione equilibrata e feconda con la Gerarchia, non ritieni che lAzione Cattolica possa proporre una testimonianza più diretta ed efficace?
Chi "si tessera", amico, non lo fa per un semplice contributo finanziario giusto per mandare avanti l'associazione, né per il bell'effetto che potrebbe fare il numero consistente, né, ahimè, per illudersi di essere più cristiano del non tesserato, né per chissà quale vaga lungimiranza o tornaconto personale, ma... per sentirsi parte di un grande Organismo ecclesiale, per condividere la grande passione per la Chiesa locale, per impegnarsi a testi moniare la fede, ingranando una "marcia in più" rispetto al non tesserato, proponendo uno "stile di vita" e un'"azione organica", nonostante e attraverso gli impegni secolari.
Infatti, il ritiro della Tessera in Chiesa, anche se sembra un gesto piccolo piccolo, assume proprio il significato di una solenne "promessa" davanti all'intera Comunità.
Quel cartoncino che viene consegnato, scriveva Vittorio Bachelet, indica una strada, fa risuonare una gamma armoniosa di sentimenti e di propositi generosi. Ricorda il legame fraterno con migliaia di altre anime generose, messesi a disposizione della Chiesa della Comunità, per unoblazione di tempo e di opera.
Nell'Azione Cattolica, non c'è posto per i "parcheggiatori", cioè per quelli che non danno alcun contributo di partecipazione, pensando di fare già un regalo a Dio e al socio nel farsi "un pò" vedere. L'A. C., diceva Lazzati, " è selezione, è formazione, è azione". Oltretutto, la "scelta religiosa" fatta quarantennio fa, con l'adozione del vigente Statuto, comporta intenso lavoro formativo e attenta cura della qualità. Nell'A. C. i soci devono essere altrettanti apostoli, che non temono di dimostrarlo ovunque si trovino: nel lavoro, nell'officina, in cattedra, in ufficio, per strada, nel circolo, in politica. Se ci si sdoppia, si diventa ridicoli e marionettista!
LA. C., caro amico, è sobria e briosa: ti propone un impegno laicale snello ed essenziale, feriale ed efficace, autentico e convinto. Sulla vecchia bandiera ultracentenaria, che si trova nella Sede centrale dellA.C. vi è scritto un motto: azione, studio, preghiera. Questo e basta è lAzione Cattolica.
Anche lo Statuto, non lo ritenere una formalità, perché è indispensabile nell'A. C.. Un'associazione che si rispetti non può mantenersi sullo spontaneismo o sull'emozione del momento; perchè essa duri e garantisca nel tempo la sua presenza richiede delle Regole, la cui osservanza costituisce un criterio di autentico comportamento associativo, pur nella consapevolezza che non è certamente lo Statuto a creare o a tenere in piedi, da solo, l'Associazione, se essa non è già nel cuore e nella mente di ogni socio.
Caro amico, non ho inteso proporre l'A.C. come la prima della classe, per convincerti a ritesserarti. Assolutamente. Ma perlomeno riflettici meglio, per una decisione più ponderata.
Ti aiuti il buon Dio nella tua scelta. Auguri! |