pagina 24 - ASIS news Anno IV numero 20 - 30 novembre 2005

micali
Nella scuola della riforma
L’INSEGNAMENTO
DELLA RELIGIONE CATTOLICA

Si fa un gran parlare, in questi giorni, dei rapporti fra Stato e Chiesa Cattolica. Non vi è dubbio che gran parte di ciò che si dice appartenga ad una attività propagandistica sicuramente pre elettorale, visto ormai, il breve tempo che ci separa dalle prossime elezioni politiche. Tuttavia il dibattito è meritevole di attenzione, anche allo scopo di individuare alcuni punti certi nel groviglio di dichiarazioni, di proposte e di intenzioni messe in campo spesso più per desiderio che se ne parli che per effettiva necessità propositiva.

La solenne dichiarazione del Papa sul rispetto della laicità dello Stato “la Chiesa non rivendica per sé alcun privilegio” e le conclusioni dei lavori della Conferenza Episcopale Italiana ribadiscono d’altro canto il concetto di una Chiesa intesa non come potere ma come servizio, mentre le varie dichiarazioni politiche appaino colme di significati polemici al servizio ora di questa parte politica, ora di quell’altra, a seconda di ciò che, ad arte, si vuol mettere in evidenza ponendo talvolta in discussione il valore ed il rispetto della vita umana, il valore della famiglia, i valori della cultura. Qualche parte politica ipotizza una ulteriore revisione del Concordato sparando delle “pallottole di carta” e bene ha fatto il card. Ruini a dichiarare che non esiste alcun bisogno di revisione. In particolare, per quanto riguarda la scuola, il Concordato, all’art. 9, comma 2 afferma: ”La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del Popolo Italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado”.

Tale insegnamento è mantenuto nella riforma che, al momento, è attuata nella scuola primaria e nelle prime due classi della scuola secondaria di primo grado e dall’anno prossimo, con il completamento in questo segmento di scuola, vedrà la sua applicazione anche alla scuola secondaria di secondo grado. La serietà e la necessità dell’insegnamento della Religione cattolica sono dimostrati anche dall’impegno con il quale sono stabiliti e mantenuti, nell’attuale riforma, la natura e le finalità dell’insegnamento, gli obiettivi, i contenuti e le indicazioni metodologiche. Nella scuola primaria ne sono testimonianza gli “Orientamenti” e le sperimentazioni effettuate, in particolare quella svolta negli anni 1998, 1999 e 2000. Nella scuola secondaria di primo e secondo grado i programmi sottolineano il fatto che “l’insegnamento della religione cattolica si inserisce nelle finalità della scuola perché concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell’uomo e del cittadino, favorendo lo sviluppo della personalità dell’alunno nella dimensione religiosa”.

Fra le altre cose si sottolinea il fatto che l’insegnamento non è “propaganda” e non deve violare la libertà di coscienza degli alunni, anzi, aiuta tutti, credenti e non credenti, a leggere segni, fatti storici, artistici e letterari avendo la Chiesa come punto di riferimento e di confronto.

Riccardo Riccardi


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