
Il monaco Martino fu incaricato di copiare l'iscrizione che era sulla porta del convento e che in latino suonava così: "porta patens esto, nulli claudatur honesto (la porta aperta sia, a nessuna persona onesta si chiuda)".
Nel trascrivere, Martino mise, per errore, un punto dopo "nulli": "porta patens est nulli. Claudatur honesto (la porta aperta sia a nessuno. Si chiuda in faccia alla persona onesta)".
Per questo errore di punteggiatura Martino non fu eletto priore e perse la cappa (mantello con cappuccio che indossano i priori).
È capitato a chiunque di sperimentare la difficoltà di comprensione di alcuni testi della Pubblica Amministrazione, di trovarsi smarrito tra un linguaggio burocratico arricchito da citazioni selvagge di norme e decreti.
Tra le molteplici bollette di pagamenti e lettere, con mittente: "avv. Caio e Sempronio", che nascondono all'interno una pubblicità elettorale, il cittadino italiano riceve anche solleciti di pagamento, trasmessi con il servizio "Postel-P.E.I.E.".
"La invitiamo, pertanto, ad effettuare il pagamento integrale di quanto richiesto entro dieci giorni dalla data della presente comunicazione avvertendola che, trascorso inutilmente il predetto termine, ci vedremo costretti a dare corso alle procedure esecutive previste dal D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973..."; questo il testo di avvertimento del classico avviso, per il quale il cittadino non può dimostrare che il sollecito di pagamento gli è stato inviato con forte ritardo anche perchè la busta "Postel-P.E.I.E." non contiene alcuna data.
Eppure esiste una "Direttiva sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi" dell'8 maggio 2002 del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il Ministro Franco Frattini scrive nella premessa: "Questa direttiva contiene regole da applicare a tutti i testi prodotti dalle amministrazioni pubbliche, regole che riguardano la comunicazione, la struttura giuridica e il linguaggio dei testi scritti."
Il plain language, adottato in tutto il mondo, è il linguaggio che trasmette al lettore informazioni in possesso dello scrittore nel modo più semplice ed efficace possibile. Privo di complessità non necessarie, è la linea retta che costituisce la via più breve fra due punti: l'emittente e il destinatario del messaggio.
A tre anni dalla data della pubblicazione della suddetta direttiva c'è ancora chi tenta di imitare il monaco Martino.
Montepaschi Serit S. p. A.- Servizio riscossione tributi - Concessione: 295 - Messina, invia, tuttoggi, solleciti di pagamento con confusi ed equivoci segni di interpunzione e con "diritti di notifica" e "D. P. R." ove non è chiaro se essi comprendano quote ripetute su una tassa di aggio e, inoltre non è chiaro il motivo della richiesta di pagamento di una notifica senza prima avere ricevuto una visita di un messo notificatore.
Il sollecito viene, infine, sottoscrito senza una firma o un nome, ma solo con il testo "Il Procuratore".
Click per prelevare la Direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica. |